Questo non sarà il solito report di gara. La premessa è che domenica si è svolta la prima gara del Circuito Italiano Downhill a Pragelato (TO). La prima gara nazionale aiuta a capire molte cose, soprattutto per un team giovane come il nostro. Con questo post vorrei dare una testimonianza (da insider), di cosa significa partecipare ad una gara di downhill.
Giovedì
ore 23:00 - arriva la conferma del sospirato “passaggio” verso Pragelato, grazie alla disponibilità di Yurj, Martino e Davide del team AR6 - San Marco. Pragelato è la 1° tappa del circuito italiano downhill, praticamente la SERIE A della disciplina.
Venerdì
ore 6:00 - sveglia e partenza per Treviso, ho 2 impegni al lavoro in mattinata, li sbrigo, saluto tutti e riparto verso Udine.
ore 15:00 - dopo aver preparato borse, viveri, materiale e bici (grazie Ale) parto per Vicenza, verso casa di Martino, carichiamo tutto nel pickup di Davide, per poi stivarlo nel camper di Yurj a Verona. Non so come ma riusciamo a far stare bici, telai, borse, protezioni, ruote, copertoni, tavolini, attrezzi, valige etc…. Finalmente si parte direzione Pragelato.
Sabato
ore 2:00 - arriviamo a Pragelato, quota 1500m fa freddo, piove e sono tutti a dormire, ci fermiamo poco lontano dai paddock per non svegliare gli altri team, sistemiamo i letti e andiamo a dormire.
ore 8:00 - sveglia, colazione veloce e incominciamo subito a preparare le bici. Iniziano le prime noie meccaniche che, almeno personalmente, mi seguiranno per tutto il giorno, le risolvo sommariamente e vado verso la seggiovia.
ore 11:00 - dopo un po’ di coda salgo e arrivo alla partenza, siamo a oltre 2000m piove e fa ancora più freddo, di fianco la seggiovia c’è persino un po’ di neve :D. Mentre faccio un po’ di riscaldamento mi accorgo subito che mi manca il fiato, la consolazione è che non sono il solo :D… 2 mesi fermo per vari acciacchi si sentono. Finalmente faccio il primo giro, la pista è bella, mi piace! anche se è un po’ rovinata dal fango e segnata in tanti “binari” formati dal passaggio degli atleti. Cerco di dividerla per settori, ma alla fine, complice il poco tempo a disposizione, riesco a soffermarmi solo nei punti critici (per me), 2 contropendenze molto insidiose da prendere con una buona velocità, un paio di salite e una stretta e veloce discesa che finisce in una esse molto chiusa. Questi sono i punti dove ho trovato maggiori difficoltà, anche perché il più delle volte arrivavo già cotto… e come vedremo, senza catena…
ore 13:00 - alla seconda caduta della catena decido di fermarmi per capire cosa c’è che non va. Mi accorgo di avere forcellino storto e tendicatena disassato. Meglio sistemare la bici invece che continuare a girare avendo problemi. Così cambio forcellino, aggiungo degli spessori nel tendicatena, mangio un boccone ma ormai è il turno dei numeri più bassi dei miei e, per non incorrere in squalifiche, mi fermo a 2 giri, fatti pure male… (e continua a piovere).
ore 22:00 - dopo un’ottima cena preparata da Yurj e un amaro bevuto al Bar, andiamo dormire; domattina sveglia presto per fare almeno 1 giro di prova.
Domenica
ore 8:00 - ha piovuto parecchio la notte, ma la mattina ha smesso (per fortuna), noi siamo puntuali in coda, finalmente faccio un buon giro, il tendicatena “artigianale” funziona e incomincio a prendere un po’ di confidenza con il percorso. Nei punti importanti già citati mi fermo a guardare qualche pro, vedo alcuni ragazzi del team Ancillotti e gli atleti francesi del team Iron Horse. Vederli andare così forte in quelle condizioni è bellissimo, uno dei francesi gira con una mtb da all mountain montata ad aria, credo si stia allenando per le mega avalanche, sta di fatto che viaggia a fuoco.
ore 10:55 - 1° manche non piove, la pista è segnatissima, ma la consistenza del fango è buona, almeno per me che ho bisogno di qualche appoggio. Scendo bene fino alla metà, quando poi ho l’ennesimo calo fisico, così, poco lucido, faccio 4 cadute, in una di queste cado a valle con la bici che mi rotola sopra, risalgo in sella ridendo con gli spettatori che mi incitano, ma ormai la manche è andata. Alla fine sono 108° su 154° (gli iscritti erano oltre 200…), potrei migliorare di almeno 30 secondi, ma non devo cadere!
ore 14:30 - dopo un’ ottima grigliata (altro che integratori e doping :D) preparata dal solito Yurj escono finalmente gli ordini di partenza (la federazione aveva finito il toner della stampante…). Parto alle 15:27, piove da 2 ore e usare la mascherina è impossibile. Arrivo al cancelletto, sono molti i ritirati, quindi nascono le solite incomprensioni, io per esempio vengo fatto partire e poi fermare (incominciamo bene), risalgo fino al cancelletto e riparto con l’aiuto di altri atleti. Come nella 1° manche la prima metà vado giù calmo, la pista è lunga (4km), piove e i punti critici stanno per arrivare, passo i primi 2, ma arrivato ad un tornantino sbaglio completamente “binario” mi sbilancio ritrovandomi incastrato tra le reti e la bici. Dopo vari tentativi mi libero ma decido di ritirarmi, anche perché stanno arrivando 2 concorrenti. Mi consola il fatto che avevo quasi preso quello davanti e che quelli dietro sono arrivati dopo un bel po’. Anche senza cronometro alla mano sono contento perché stavo andando giù come volevo.
ore 17:00 - siamo pronti per ripartire, gli altri compagni di viaggio hanno fatto dei buoni tempi, e sono a metà classifica, visto però che ci aspettano 400 (+ 200) km decidiamo di partire prima delle premiazioni. Qualche polemica con i cronometristi rovinerà un po’ il finale di gara, mi limito a citarlo senza commenti anche perché quello che penso è ovvio.
Alla fine quello che conta è che Alan ha vinto, e lo ha fatto per suo papà Gianni.
Lunedì
ore 3:00 - sono a casa, scarico la macchina e vado a dormire, felice per un week end di gare dove ho fatto esperienza, ho conosciuto ottime persone e visto degli atleti veramente bravi.
ore 7:00 - suona la sveglia, inizia una nuova settimana.
report, foto e classifiche
su solobike.it















©2008
No user commented in " 1° prova Circuito Italiano Downhill 2008 - Pragelato "
Follow-up comment rss or Leave a TrackbackLeave A Reply