Domenica si sono svolti i Campionati Italiani Assoluti di Downhill a Pila in Val D’Aosta. Ha vinto per l’8a volta Alan Beggin (Mapei) davanti a Lorenzo Suding (Play Biker) e Marco Bugnone (Ancillotti).

Il team era presente con due atleti: Manuel Pravato e Matteo Caruso, entrambi dopo una buona qualifica sono caduti in finale concludendo rispettivamente 21° e 42° di categoria.

per classifiche e foto della gara: mtbnews.it

Di seguito il report della trasferta di Matteo, a breve le foto di Katia:

Arriviamo a Pila venerdì pomeriggio dopo 6 ore e mezza di macchina, giusto in tempo per fare 2 giri. La pista è bellissima, un tracciato molto vario, lungo e impegnativo per mezzi e atleti. Dopo il primo giro capiamo subito perché 3 anni fa è passato il circus della coppa del mondo da queste parti…

Sabato sveglia presto e riusciamo a fare 3 giri, la confidenza con il tracciato aumenta gradualmente fino al pomeriggio, quando dopo gli ultimi 2 giri tirati senza fermarsi, decidiamo di mettere le bici in furgone e fare un po’ di ricognizioni a piedi in compagnia dei neozelandesi del team Play Biker - Iron Horse.

Domenica parto tra i primi, scendo tranquillo, ma senza fare pretattica (nel primo pomeriggio è previsto un temporale), anche Manuel si qualifica bene senza forzare.

Verso le 13 inizia a piovere (sembra una maledizione quest’anno…) quando sono su ha quasi smesso, parto carico e il tifo si fa sentire, passati i primi 2 settori (rock section e 1° step up) arrivo nella variante world cup, quì un po’ la velocità e un po’ il terreno viscido mi portano fuori traiettoria facendomi cadere nel bosco. Mi rialzo, riparto ma ho la mascherina che mi balla, e dopo vari tentativi mi fermo a sistemarla. Concludo la finale senza fare il road gap (all’arrivo ero cotto e poco lucido) con lo stesso tempo della qualifica.

Sfortunata anche la run di Manuel che dopo aver raggiunto un atleta sull’enorme doppio a 2 curve dall’arrivo finisce con le ruote nel fango. Impantanato e con un rapporto lunghissimo riparte arrivando a tutta verso il road gap finale, peggiorando però il tempo della 1a run. Un vero peccato, ma considerando che è il suo primo italiano e su una pista di questo livello, è sicuramente di buon auspicio.

Torniamo a casa, stanchi, felici e con tanta esperienza in più, ringraziando tutti quelli che hanno reso possibile questa trasferta.